Storia

PER IL 50° ANNIVERSARIO DELLA SOCIETÁ ITALIANA DI PSICOTERAPIA MEDICA 
GianGiacomo ROVERA
Il XLI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicoterapia Medica svoltosi a Torino dall’ 8 al 10 Giugno 2012 sotto la Presidenza del Prof PierMaria Furlan, ha sottolineato attraverso la tematica di fondo “Psicoterapia: curare con le parole, integrare con il nuovo, dimostrare con le neuroscienze”, la vitalità dell’Associazione che vide i suoi esordi nel 1962.

Questo breve contributo è basato non solo su alcuni ricordi personali, che sono ancora molto vivi a cinquant’anni di distanza, ma anche sulla documentazione originale 1672 – 1972 (Documenti, Verbali e Bollettini di Informazione) affidatimi dal Prof Luigi Frighi, Ordinario di Igiene Mentale alla Sapienza di Roma.
Tale intervento costituisce, nello stesso tempo, una rammemorazione ed una testimonianza.

a) Dal 1962 al 1966 | GLI ESORDI

1 .Quello che può essere definito come Periodo Pre/Istituzionale della Società Italiana di Psicoterapia Medica va dal 1962 sino al 1966 e segna gli esordi della SLPM.
Gli inizi non furono sanciti da un Atto Notarile, ma vennero promossi sotto forma di “un gruppo di lavoro” finalizzato ad una costituenda Sezione di Psicoterapia Medica della S.I.P Come sopra ricordato siamo debitori al Prof Luigi Frighi che riportò in 37 Documenti originali della Società, una raccolta puntuale degli albori, della nascita e dei primi passi della S.I.P.M.
2. La Prima Riunione che si tenne a Roma il 12 luglio 1962 (Doc. n. 1 Prot. 367), era già stata in precedenza stabilita il 14 gennaio 1962 nell’ambito di una riunione del Consiglio Direttivo della S.I.P. Erano presenti Cazzullo, Gozzano, LoCascio, Fazio, Frighi, ed altri tra cui Moreno, Tedeschi, Callieri ed il sottoscritto quale inviato dal Prof Dino Bolsi, Direttore della Clinica delle Malattie Mentali e Nervose di Torino.
Erano anni quelli, in cui non vigevano ancora: né le Leggi sull’ esercizio delle Psicoterapie, né le Scuole di Specializzazione per gli Psicoterapeuti. Le finalità dei Fondatori erano quelle di stabilire un dialogo comune teorico, metodologico e clinico, rispetto alla pluralità dei modelli ed alle pratiche psicoterapeutiche in atto nell’Italia di allora.
3. Una lettura “in filigrana” di tale situazione permette oggi di cogliere un percorso culturale ed operativo riferibile alla nascente Società Italiana di Psicoterapia Medica (S.I.P.M.). Essa seguiva filoni diversi, che si intrecciano variamente tra di loro. Possono essere così enumerati:

  • l’esordio fu caratterizzato da contributi individuali, grazie alla pregnanza delle idee, alla costanza delle motivazioni ed alla coerenza delle azioni;
  • la cronologia degli eventi, scandì le Riunioni di Studio, i Consigli Direttivi ed i Convegni/Congressi (cfr. 37 Doc.);
  • la priorità fu conferita all’importanza della clinica, che avrebbe dovuto articolare la teoria alla pratica psicoterapeutica. Già da allora si era infatti sentita la necessita dell’impiego di una psicoterapia medica nell’area psichiatrica.

Il “tirocinio formativo” era infatti incardinato solamente nell’ambito di Istituti Privati (come quello delle Società Psicoanalitiche e di Psicologia Analitica, e poi di Psicologia Individuale) o di Associazioni (come quella del Gruppo milanese di Psicoterapia di Piazza Sant’Ambrogio).
4. Organizzativamente venne istituito come si é detto un gruppo di lavoro che fu affidato al Prof. Gerlando Lo Cascio, Segretario Generale della S.I.P. Questi si avvalse di collaboratori (tra i quali Tedeschi, Tolentino, Maffei, Moreno, Antonelli, Fornari, Padovani, Lo Prieno, Frighi, Rovera, ed Altri), aperti alle sollecitazioni scientifiche e cliniche circa temi psicoterapeutici. Ad esempio:

  • iniziative della Psicoterapia nell’area medica;
  • percorsi ad impronta formativa circa la teoria e la prassi psicoterapeutica;
  • scambi con la Società Italiana di Psichiatria ed anche con altre Società Nazionali ed Internazionali;
  • importanza dell’approccio nella relazione medico paziente.

I lavori di tessitura e di elaborazione del progetto occuparono gli anni dal 1963 al 1965, durante i quali al Gruppo di Roma si unirono attivamente De Martis, allora Aiuto del Prof Cazzullo a Milano, il Prof Giberti ed il Prof Romolo Rossi a Genova, e poi Rovera a Torino, etc.
Dopo 2 anni di elaborazioni e discussioni, si giunse alla formazione di un Primo Consiglio Direttivo, nominato a Pisa nel Maggio del 1966 e poi riunitosi a Milano nel Dicembre successivo (Doc. n. 2). La Segretaria acquisì funzioni propulsive in campo scientifico ed organizzativo, nonché di collegamento e diffusione attraverso bollettini informativi (n° 18) distribuiti ai Soci.
5. In sintesi: la Fondazione della SIPM nei suoi esordi può essere fatta risalire a cinquant’anni or sono, mentre l’ufficializzazione della Sezione con norme statutarie più definite, è databile soltanto a quattro anni dopo, vale a dire nel 1966. E’ da rilevare che una delle registrazioni è stata depositata dal notaio soltanto nel 1972.

b) Dal 1966 al 1972 | PROVVEDIMENTI ATTUALI E ATTIVITÀ CONGRESSUALI

Il Primo consiglio Direttivo della S.J.PM si costituì nel corso del XXIX Congresso Nazionale di Psichiatria tenutosi a Pisa il 24 ed il 25 maggio del 1966. Venne poi convocato ufficialmente, sotto la Presidenza del Prof De Martis (Doc. n. 2/3/3bis) il 3 Dicembre del 1966 presso il Padiglione di Guardia Seconda, in Via Francesco Sforza, 3 a Milano.

1. Da allora sia a livello statutario che di provvedimenti attuativi la vitalità della Sezione fu testimoniata attraverso vari Symposia e Convegni/Congressi Nazionali (la diversa denominazione variava a seconda che gli stessi fossero organizzati autonomamente o meno dalla Sezione). Questi vengono qui riportati nella loro sequenza:

  • Il I Convegno Nazionale della S.I.P.M. si svolse a Roma presso la Clinica Malattie Nervose e Mentali l’I 1 giugno 1967 sul tema: “Psicoterapie brevi ambulatoriali.” Gli Atti del Convegno furono pubblicati sulla Rivista di Psichiatria II, 48 (Doc. n°4/5/6).
  • Il II Convegno Nazionale si tenne a Genova presso l’Istituto di Psichiatria il 16 e 17 marzo 1968. Tema del Convegno: “Psicoterapie delle caretteropatie.” Gli Atti furono pubblicati sulla Rivista di Psichiatria, III, 315, 1968 (Doc. n°10/11/12).
  • Un Simposio Nazionale (tra il Secondo ed il terzo Convegno) si svolse, nell’ambito del Congresso di Psichiatria di Milano nell’ ottobre del 1968 . Il tema ,ancora oggi attualissimo, si sviluppò su : “Fondamenti dell’az.ione psicoterapeutica in rapporto alla struttura biologica e psicologica dell’individuo ed alla sua interazione ambientale” (Doc. n° 10). I Contributi del Simposio furono pubblicati negli Atti Generali del Congresso sul Il Lavoro Neuropsichiatrico.
  • Il III Convegno Nazionale si svolse a Bari il 10 – 11 maggio 1969 presso l’Istituto di Psichiatria ed ebbe per tema:” L’Impotenza sessuale.” Gli Atti furono pubblicati,sempre nel 1969, nel I Quaderno di Psicoterapia, edito dal Pensiero Scientifico, Roma (Doc. n° 19)
  • Il IV Congresso Nazionale si focalizzò sul tema : “Aspetti psicoterapeutici delle sindromi pseudoneurotiche (borderline)” e si tenne a Cagliari 18 – 9 novembre 1969. Gli Atti vennero pubblicati nel II Quaderno di Psicoterapia nel giugno 1970 (Doc. n° 21/23).
  • Il V Convegno Nazionale trattò : “L’Inserimento della Psicoterapia nella situazione Sanitaria Italiana” e si svolse a Bologna presso l’Istituto di Psichiatria il 10 – 11 ottobre 1970. Gli Atti furono pubblicati sul III Quaderno di Psicoterapia edito nel 1971(Doc. n°25/26).
  • Il VI Convegno Nazionale si tenne a Pavia il 12 – 13 giugno 1971 ed ebbe per tema: “La Psicoterapia nelle Istituzioni non psichiatriche”. Gli Atti furono pubblicati sul IV Quaderno di Psicoterapia, edito nel 1972 (Doc. n° 34/35)
  • Si organizzarono anche Seminari di Psicoterapia di Gruppo nei giorni 28 e 29 giugno 1969 presso la Clinica Malattie Nervose e Mentali dell’Università di Genova.

2. In questo secondo periodo la SIPM si fece promotrice di un “Ordine del Giorno“, concernente la richiesta di provvedimenti attuativi, riguardante misure programmatiche, legislative, normative ed amministrative, atte ad inserire la psicoterapia tra le discipline, terapie e prestazioni specialistiche elencabili nell’ambito dell’Assistenza Sanitaria Nazionale. (Vi é da notare che, a distanza di oltre quarant’anni, queste misure non sono ancora pienamente realizzate).
Durante l’Assemblea dei Soci tenutasi in occasione del Simposio Nazionale di Milano (1968), si modificò lo Statuto Societario, in modo da ammettere quali Soci Aggregati tutti i medici, anche non iscritti alla S.I.P., che tuttavia che fossero interessati alla psicoterapia.

3. La S.I.P.M. venne affiliata pure alla Federazione Internazionale di Psicoterapia Medica. Nell’ Agosto del 1970 il Gruppo Milanese per lo Sviluppo della Psicoterapia organizzò il VII Congresso Internazionale per la Psicoterapia a Milano, dal titolo “La Psicoterapia di fronte alle Scienze umane”. Gli Atti furono editi da Feltrinelli nel 1973 A questa iniziativa aderirono con relazioni anche alcuni Soci della S.I.P.M.
Anche con la Società Iugoslava di Psicoterapia si intrecciarono rapporti amichevoli che si concretizzarono nella partecipazione di una delegazione al I Congresso Iugoslavo di Psicoterapia a Dubrovnik nell’aprile nel 1971. Inoltre venne organizzato un meeting tra la Sezione Italiana e quella Croata di Psicoterapia a Zagabria nel 1973. In questo periodo si gettarono le basi per una connessione tra la SIPM e la Società di Psichiatria Mediterranea a cui aderirono Italia, Francia, Spagna, Iugoslavia, etc.

4. Il Prof. Frighi, come Segretario, curò l’andamento della SEPM dalla Fondazione al 1972, promuovendo l’espandersi delle iniziative scientifiche e culturali della Sezione. I soci che nel 1967 assommavano a 94 , aumentarono a circa 200 nel 1972. Tra il Presidente, il Segretario ed i Soci fu mantenuto un contatto informativo per mezzo di invio di Bollettini d’Informazione. Ma ciò che contraddistinse quel periodo non furono solo gli scambi culturali tra i Soci e tra i colleghi – appartenenti o meno a indirizzi teorico pratici diversi – ma furono le motivazioni atte a realizzare dei legami di sincera amicizia e di autentica cooperazione.

C) Dal 1972 al 2012 | GLI SVILUPPI DELLA SIPM. La Legge del 1978 (180/833). La Legge del 1989 ( 18/ 56 art. 3).

1. Dal 1972 in occasione del Congresso Nazionale della SIP a Palermo (Doc. n’ 36/37) può essere datato un terzo periodo, su basi più istituzionalizzate.
Il Prof. Frighi diede le dimissioni da Segretario e venne successivamente nominato Presidente della S.I.P.M. (dal 1974 al 1976) . Egli rimase poi nel Consiglio Direttivo per molti anni, finché si dimise per favorire l’avvicendamento. Tra i Presidenti (ed i maggiori fautori della SIPM), dopo Cazzullo e Lo Cascio, si ricordano De Martis, Giberti e Rossi, ed ancora Volterra, Petrella, Pazzagli, Rovera, Furlan,Carta, Pierri, e oggi Fassino (neo Presidente eletto).

2. Alcuni importanti eventi significativi caratterizzarono questo periodo. Il primo di questi riferibile alla Legge 180/833 del 1978 che abolì gli Ospedali Psichiatrici e vide emergere il Movimento Antipsichiatrico.
Un secondo evento si riferisce alla promulgazione della Legge del 18 febbraio del 1989 n° 56 (art. 3) circa l’Ordinamento della Professione dello Psicologo e quindi dell’Esercizio dell’Attività Psicoterapeutica.
Da allora vi fu la proliferazione di decine di Scuole di Psicoterapia e vari indirizzi, aperte sia a Psicologi che a Medici, con precisi ordinamenti normativi.
La sanatoria operata nel 1994 presso i due Ordini, degli Psicologi e dei Medici, aumentarono il numero di Psicoterapeuti superando la possibilità di un adeguato inserimento degli stessi. Questi fatti portarono ad una rivisitazione degli scopi e delle prospettive della Società Italiana di Psicoterapia Medica, anche perché la regolamentazione della Professione Psicoterapeutica.

3. La S.I.P.M. continuò comunque ad essere fonte di dibattiti e di confrontazioni ed un’ area di riferimento culturale e scientifico anche attraverso la costituzione di Sezioni Regionali con ampia autonomia e significativa attività teorico scientifica.
In questo periodo si tennero decine di Convegni/Congressi Nazionali, su temi estremamente interessanti che furono raccolti in Atti e Volumi (di cui il merito di aver tenuto i Consuntivi e gli Elenchi va al Prof. Pier Maria Furlan : Direttore di Psichiatria del San Luigi e Preside della Seconda Facoltà Medica , nonché Presidente di questo XLI Congresso Nazionale della Società Italiana di Psicoterapia Medica).

d) IL FUTURO DELLA SIPM
1. Non è possibile ovviamente predire ciò che potrà essere il domani della Società e della Psicoterapia. Basti considerare il labirinto degli Indirizzi Psicoterapeutici.

2. Questa realtà si ripercuote:

  • nella formazione dello Psicoterapeuta che oggi deve tener conto dell’impatto sia delle Neuroscienze sia della Psichiatria Culturale;
  • nella didattica che viene riferita a modelli teorici differenti tra loro;
  • nella pratica clinica che vede l’emergere di nuove patologie, specie giovanili;

3. Vi sono inoltre oggi due tendenze epistemologiche :

  • la prima che prospetta una unificazione tra le Scienze Naturali e le Scienze Socio Culturali con il convincimento che gli strumenti di scientificità siano necessari per adeguare procedimenti e linguaggi comuni. Ciò fa parte di un programma neo-positivistico dell’unità delle Scienze con ispirazione fisicalistica: il che potrebbe portare ad un riduzionismo nelle pratiche psicoterapeutiche.
  • la seconda tendenza, invece, è quella rivolta all’integrazione (che è pure lino dei Temi di questo Congresso). Questa non ha pretese all’ unitarietà, ma piuttosto cerca di combinare metodiche e tecniche con un approccio interdisciplinare tra Scienze Biologiche, Psicologiche e Socio Culturali

Il processo di integrazione presuppone che nessuna Scienza di per sé sia autosufficiente e che la stessa articolazione a rete sia coerentemente aperta e modificabile
Ciò equivale ad un Modello Aperto delta Psicoterapia nella prospettiva di una Comprensione Esplicativa Condivisa.

Attualmente col mutare dei modelli e dei setting la Psicoterapia Medica, utilizza nuove tecniche sia per rispondere in modo più adeguato all’utenza sia per ridurre i costi complessivi. Le Strutture Pubblici Sanitarie non hanno, se non in pochi casi, Servizi di Psicoterapia mentre sarebbe auspicabile che ciò avvenisse nell’ambito di trattamenti psichiatrici integrati. Queste sono le sfide attuali che dovrebbe far proprie la Società Italiana di Psicoterapia Medica in un prossimo futuro.